Propositi per l'anno nuovo:
1- Ringraziare per il lavoro gratuito che presto ogni giorno.
2- Sapere cosa succede nel mondo grazie ai trend topic di Facebook.
3- Ascoltare i Tg, pane quotidiano di verità.
4- Credere nello spread.
5- Conoscere più personaggi e meno persone.
6- Esprimere tanti "mi piace" e poche opinioni.
7- Guardare più il "profilo" che gli occhi altrui.
8- Circondarmi di persone che non mi mettano mai in discussione.
9- Essere più "selfie" e meno sexy.
10- Avere un amico gay, perchè "loro sono troppo simpatici e sensibili".
11- Trovare il principe azzurro col cavallo basso.
12- Vestirmi adeguatamente la sera che, semmai, "me la sono cercata".
"You must be a woman and bear the agony of creating. Prove yourself. Be strong, be kind, be wise, and it is yours. Do not at the last moment lose courage. Argue wisely and quiety. Be more than woman." Katherine Mansfield
sabato 4 gennaio 2014
martedì 10 dicembre 2013
Renzi e i diritti civili: 60% di voti, 40% di niente
Non voglio affrontare tematiche tanto disquisite come l'ambiguità del personaggio di Renzi all'interno del PD, o peggio ancora della sinistra italiana, o peggio ancora nel presunto complotto destroide.
Ciò che mi interessa e che mi diverte molto riguarda il sentimentalismo ipnotico e l'ingenuità sognante con cui Renzi espone tutti i punti focali dei suoi dibattiti.
Il comico Maurizio Crozza non ha potuto fare a meno di imitarlo sottolineando questa tendenza nello sketch del "Niente", per il quale l'ormai ex sindaco fiorentino - diciamolo - si è risentito abbastanza.
L'animo un pò "paraculo" si è palesato immediatamente anche nello confronto delle Primarie dello scorso anno, in mezzo a Bersani, Tabacci, Puppato e Vendola.
In quella occasione, relativamente ad una domanda sulla questione del Medio Oriente, Renzi rispose con enfasi:
"Lei ha visto la Costituzione tunisina? Lì la donna è oggetto!"
Ah Mattè, ma la tv italiana non la vedi?
Ecco, quell'aria stupita, da bambino sperduto in un centro commerciale, questo è ciò che non sopporto, soprattutto quando il caro Matteo è non solo normale telespettatore ma soprattutto ospite attivo della tv italiana (dai programmi politici a quelli della De Filippi). Un ospite, quindi, che ama molto il tubo catodico e che lo conoscerà altrettanto da sapere quanto la donna sia oggetto non solo in Tunisia e non solo quando è la Costituzione a dirlo.
A parte questo, trovo patetica e abbastanza subdola la strumentalizzazione della questione tunisina per parlare dei diritti delle donne, in un periodo tutto italiano di record per femminicidi e violenze.
Scoccia un pò veder cavalcare un soggetto sulla tematica del momento per fini elettorali.
Dopo la fresca vittoria alle Primarie contro Civati e Cuperlo, Renzi dichiara in conferenza stampa, in maniera fiera e tronfia, la schiera maggiormente femminile della sua segreteria: 7 donne e 5 uomini.
Sette le BELLE donne DI Renzi. E i giornali non tardano a tingere la squadra di un bel rosa pastello.
Ad ogni modo, il modo e i contenuti poco pragmatici di Renzi non mi sono mai piaciuti. Quando ha deciso di agire, ha creato solo guai, cadendo inesorabilmente in contraddizione nel tempo e con i valori di sinistra.
Ad esempio, relativamente alla tematica sulla violenza di genere e sul femminicidio, mi chiedo come possa un soggetto farsi contemporaneamente promotore della tutela della donna in quanto persona indipendente e autodeterminata, e allo stesso tempo fautore del cimitero dei feti.
Come ben evidenziato dalla giornalista Luisa Betti, "la prima arma contro la violenza è quindi l’autodeterminazione delle donne a partire proprio dal corpo e dalla libertà di decidere cosa farne in maniera assoluta e senza dubbio alcuno, tanto che in Italia la legge 194 sull’interruzione di gravidanza si lega proprio alla lotta delle donne per l’autodeterminazione. Ora, prevedere un cimitero per i feti è negare in tutto e per tutto questo principio di autodeterminazione, con una valenza culturale che danneggia gravemente le donne riportandole indietro di secoli, ed è una violenza istituzionalizzata nei nostri confronti in quanto persone non in grado di intendere e di volere."
Ulteriore dissonanza si rileva sulla questione delle adozioni e dei matrimoni per coppie omosessuali. In occasione delle Primarie 2012 e 2013, la testa di Renzi ha cambiato spesso versione:
novembre 2012: "Questo è un tema ancora per noi ancora non sciolto nel programma di governo."
Ciò che mi interessa e che mi diverte molto riguarda il sentimentalismo ipnotico e l'ingenuità sognante con cui Renzi espone tutti i punti focali dei suoi dibattiti.
Il comico Maurizio Crozza non ha potuto fare a meno di imitarlo sottolineando questa tendenza nello sketch del "Niente", per il quale l'ormai ex sindaco fiorentino - diciamolo - si è risentito abbastanza.
L'animo un pò "paraculo" si è palesato immediatamente anche nello confronto delle Primarie dello scorso anno, in mezzo a Bersani, Tabacci, Puppato e Vendola.
In quella occasione, relativamente ad una domanda sulla questione del Medio Oriente, Renzi rispose con enfasi:
"Lei ha visto la Costituzione tunisina? Lì la donna è oggetto!"
Ah Mattè, ma la tv italiana non la vedi?
Ecco, quell'aria stupita, da bambino sperduto in un centro commerciale, questo è ciò che non sopporto, soprattutto quando il caro Matteo è non solo normale telespettatore ma soprattutto ospite attivo della tv italiana (dai programmi politici a quelli della De Filippi). Un ospite, quindi, che ama molto il tubo catodico e che lo conoscerà altrettanto da sapere quanto la donna sia oggetto non solo in Tunisia e non solo quando è la Costituzione a dirlo.
A parte questo, trovo patetica e abbastanza subdola la strumentalizzazione della questione tunisina per parlare dei diritti delle donne, in un periodo tutto italiano di record per femminicidi e violenze.
Scoccia un pò veder cavalcare un soggetto sulla tematica del momento per fini elettorali.
Dopo la fresca vittoria alle Primarie contro Civati e Cuperlo, Renzi dichiara in conferenza stampa, in maniera fiera e tronfia, la schiera maggiormente femminile della sua segreteria: 7 donne e 5 uomini.
Sette le BELLE donne DI Renzi. E i giornali non tardano a tingere la squadra di un bel rosa pastello.
Ad esempio, relativamente alla tematica sulla violenza di genere e sul femminicidio, mi chiedo come possa un soggetto farsi contemporaneamente promotore della tutela della donna in quanto persona indipendente e autodeterminata, e allo stesso tempo fautore del cimitero dei feti.
Come ben evidenziato dalla giornalista Luisa Betti, "la prima arma contro la violenza è quindi l’autodeterminazione delle donne a partire proprio dal corpo e dalla libertà di decidere cosa farne in maniera assoluta e senza dubbio alcuno, tanto che in Italia la legge 194 sull’interruzione di gravidanza si lega proprio alla lotta delle donne per l’autodeterminazione. Ora, prevedere un cimitero per i feti è negare in tutto e per tutto questo principio di autodeterminazione, con una valenza culturale che danneggia gravemente le donne riportandole indietro di secoli, ed è una violenza istituzionalizzata nei nostri confronti in quanto persone non in grado di intendere e di volere."
Ulteriore dissonanza si rileva sulla questione delle adozioni e dei matrimoni per coppie omosessuali. In occasione delle Primarie 2012 e 2013, la testa di Renzi ha cambiato spesso versione:
novembre 2012: "Questo è un tema ancora per noi ancora non sciolto nel programma di governo."
29 novembre 2013: "Nel mio gruppo di lavoro c'è una coppia, Letizia e Teresa, che da poche settimane ha un figlio che si chiama Ernesto. Da segretario del PD lavorerò perché Ernesto abbia gli stessi diritti dei miei figli e, dopo tanti anni di discussioni andate a vuoto, faremo una legge sui diritti civili."
Insomma, oggi è la Giornata mondiale dei diritti umani e, al di là delle previsioni squisitamente politiche, io non credo che Renzi sia l'incarnazione del garante ed esecutore per i diritti civili.
Italiani, popolo di sognatori...
Ai posteri l'ardua sentenza.
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martedì 19 novembre 2013
La tragedia in Sardegna e l'ennesima speculazione televisiva italiana
L'ennesima alluvione imprevedibile.
L'ennesimo corteo di politici.
L'ennesimo capo della Protezione Civile, magari presto Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e poi indagato.
L'ennesima sequela di telegiornali.
Le ennesime ospitate da Barbara D'Urso.
L'ennesima corsa alle lacrime, ai video e alle foto più struggenti.
Eccola, l'Italia della TeleMinzione.
L'ennesimo corteo di politici.
L'ennesimo capo della Protezione Civile, magari presto Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e poi indagato.
L'ennesima sequela di telegiornali.
Le ennesime ospitate da Barbara D'Urso.
L'ennesima corsa alle lacrime, ai video e alle foto più struggenti.
Eccola, l'Italia della TeleMinzione.
lunedì 11 novembre 2013
Petizione contro Guardaroba Perfetto Kids&Teens: ecco perchè 27 mila firmatari "non hanno vinto"
Si può dichiarare, con rammarico e delusione, definitivamente chiusa la petizione nata per contrastare la messa in onda, prima, e la trasmissione, poi, del programma Guardaroba Perfetto Kids&Teens, in onda ogni giorno, per un mese circa, su Real Time.
All'alba dell'insediamento (era ora!) del Comitato Media e Minori del Ministero dello Sviluppo Economico, è giusto concludere la petizione, senza, purtroppo, esclamare quel "VITTORIA!", che si vede con gran piacere tra i successi della piattaforma Change.org.
Cosa è andato storto?
Innanzitutto, una mancanza di coscienza della vicedirettrice di Discovery, Laura Carafoli, che ha dato sicuramente più importanza ai suoi introiti televisivi piuttosto che alle riflessioni che dal programma potevano esser dedotte, dal punto di vista delle ripercussioni negative sull'educazione dei minori, diretti destinatari del programma.
Secondariamente, ma principalmente, un immobilismo delle istituzioni appositamente nate per evitare la programmazione di trasmissioni lesive per i minori. Il Garante per l'infanzia, Vincenzo Spadafora, l'ha ben chiamata "disattenzione bipartisan".
Il Comitato Media e Minori del Mise, seppur "rinato" nell'estate del 2013, ha dovuto attendere il 23 ottobre per essere riattivato nelle sue effettive funzioni, a causa dell'impossibilità di reperire i membri supplenti, necessari per coprire le assenze di quelli titolari.
Scrive così un suo membro attivo, il Dott. Remigio del Grosso, che ha avuto cura della petizione nonostante l'assenza del Comitato:
Insomma, 2 anni di segnalazioni arretrate. Ed in mezzo si trova anche la mia.
Nel particolare, la mia segnalazione, inoltrata a fine agosto, si dice esser stata priva di motivi.
Non capisco, però, come avrebbero potuto rispondere positivamente con una mail - di cui sotto - se la segnalazione fosse stata carente di ragioni che ricordo aver succintamente motivato (le stesse poi utilizzate per la petizione):
Un'arrampicata sugli specchi, volta a coprire inefficienze e ritardi da imputare soltanto a quella serie di organi preposti, i quali vivono ancora in un habitat di lassismo, di lentezza e di proteste interne, perdendo di vista l'obiettivo, i minori, gli unici a subirne le conseguenze.
Si, c'è una sconfitta, l'ennesima, ma non è la nostra.
Grazie ancora a tutti quelli che hanno supportato la causa, sperando sia comunque servita a qualcosa.
All'alba dell'insediamento (era ora!) del Comitato Media e Minori del Ministero dello Sviluppo Economico, è giusto concludere la petizione, senza, purtroppo, esclamare quel "VITTORIA!", che si vede con gran piacere tra i successi della piattaforma Change.org.
Cosa è andato storto?
Innanzitutto, una mancanza di coscienza della vicedirettrice di Discovery, Laura Carafoli, che ha dato sicuramente più importanza ai suoi introiti televisivi piuttosto che alle riflessioni che dal programma potevano esser dedotte, dal punto di vista delle ripercussioni negative sull'educazione dei minori, diretti destinatari del programma.
Secondariamente, ma principalmente, un immobilismo delle istituzioni appositamente nate per evitare la programmazione di trasmissioni lesive per i minori. Il Garante per l'infanzia, Vincenzo Spadafora, l'ha ben chiamata "disattenzione bipartisan".
Il Comitato Media e Minori del Mise, seppur "rinato" nell'estate del 2013, ha dovuto attendere il 23 ottobre per essere riattivato nelle sue effettive funzioni, a causa dell'impossibilità di reperire i membri supplenti, necessari per coprire le assenze di quelli titolari.
Scrive così un suo membro attivo, il Dott. Remigio del Grosso, che ha avuto cura della petizione nonostante l'assenza del Comitato:
"Finalmente, dopo quasi due anni di “stallo” ed a tre mesi dalla nomina, si è insediato il Comitato Media e Minori. La “cerimonia” (così l’ha definita uno sconcertante comunicato stampa del Mise) è stata abilmente orchestrata dal Vice Ministro Antonio Catricalà che, giustamente, si è attribuito il merito della ricostituzione del Comitato ed ha registrato la presenza dei vertici delle emittenti (c’era perfino il rappresentante di Sky, che disconosce il Codice di Autoregolamentazione), di varie Istituzioni e del presidente della Commissione di Vigilanza. L’Agcom, che ha sistematicamente archiviato la maggior parte delle passate segnalazioni del Comitato, era presente in massa. Stranamente assente il Garante dell’Infanzia."
Insomma, 2 anni di segnalazioni arretrate. Ed in mezzo si trova anche la mia.
Nel particolare, la mia segnalazione, inoltrata a fine agosto, si dice esser stata priva di motivi.
Non capisco, però, come avrebbero potuto rispondere positivamente con una mail - di cui sotto - se la segnalazione fosse stata carente di ragioni che ricordo aver succintamente motivato (le stesse poi utilizzate per la petizione):
Un'arrampicata sugli specchi, volta a coprire inefficienze e ritardi da imputare soltanto a quella serie di organi preposti, i quali vivono ancora in un habitat di lassismo, di lentezza e di proteste interne, perdendo di vista l'obiettivo, i minori, gli unici a subirne le conseguenze.
Si, c'è una sconfitta, l'ennesima, ma non è la nostra.
Grazie ancora a tutti quelli che hanno supportato la causa, sperando sia comunque servita a qualcosa.
A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica
presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette” - See more at:
http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/search?updated-max=2013-09-30T01:18:00-07:00&max-results=5#sthash.8LymZ9f1.dpuf
A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica
presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette” - See more at:
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A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica
presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette” - See more at:
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mercoledì 30 ottobre 2013
La Fiat sessista e lo IAP delirante. La petizione: "Marchionne ritiri lo spot."
Utilizzo con molto piacere il mio blog per riportare interamente ciò che Annamaria Arlotta mi ha raccontato riguardo la situazione dell'ultimo spot vilente e sessista della Fiat relativa alla nuova autovettura 500 S.
Annamaria ha sempre avuto interesse e cura di queste tematiche, tanto da fondare un gruppo su Facebook, "La pubblicità sessista offende tutti", divenuto potente mezzo non solo di circolazione di idee, ma anche e soprattutto di azioni significative, come segnalazioni allo IAP (organo competente in materia di pubblicità) o lancio di petizioni.
La FIAT è stata oggetto di discussione nel gruppo più volte, a causa delle sue réclame poco originali.
Mi scrive Annamaria:
Potete firmare la petizione a questo link https://www.change.org/it/petizioni/fiat-ritiri-lo-svilente-spot-sessista-della-500-s.
Mi raccomando, FIRMATE!
Annamaria ha sempre avuto interesse e cura di queste tematiche, tanto da fondare un gruppo su Facebook, "La pubblicità sessista offende tutti", divenuto potente mezzo non solo di circolazione di idee, ma anche e soprattutto di azioni significative, come segnalazioni allo IAP (organo competente in materia di pubblicità) o lancio di petizioni.
La FIAT è stata oggetto di discussione nel gruppo più volte, a causa delle sue réclame poco originali.
Mi scrive Annamaria:
Da anni la Fiat crea spot per l’utenza italiana a base di donne sexy e paralleli tra loro e le macchine. E' di quest’anno la réclame della Lancia dove aleggiano leggiadre e sessualizzate donne-animali. Il claim è “seducente per natura”.
Quello della Panda del 2011 presenta la giustapposizione di immagini di donna sexy e dell’automobile, suggerendo che comprando l’auto si conquisti anche la donna. Una voce maschile dice “quella che vedete non è una escort”, mentre compare una donna in tacchi alti. Subito dopo appare l’automobile: “Al contrario di una escort ha un prezzo fisso per tutti.”
Da qualche tempo viene mandato in onda in Italia lo spot creato l’anno scorso dalla Fiat per il Super Bowl, evento sportivo americano di grande risonanza. L’identificazione della donna con l’automobile qui è completa.
Alle segnalazioni arrivate all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria è seguito da parte dell’organismo di monitoraggio e controllo della pubblicità una risposta che ha del delirante. Il Giurì dello Iap scrive tra l’altro: “anche se la metafora donna-macchina esiste senz'altro l'automobile viene "innalzata a donna".
A questo punto un’utente del gruppo che ho fondato ha suggerito di lanciare una petizione. Ho scritto il testo e anche una versione ridotta in inglese ed è partita qualche giorno fa, indirizzata a Sergio Marchionne.
Spero che saranno davvero tanti a firmare, per dire a Fiat e allo Iap che non è più tollerabile che si mercifichi la donna perché questa operazione è umiliante per tutti.
Potete firmare la petizione a questo link https://www.change.org/it/petizioni/fiat-ritiri-lo-svilente-spot-sessista-della-500-s.
Mi raccomando, FIRMATE!
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