"You must be a woman and bear the agony of creating. Prove yourself. Be strong, be kind, be wise, and it is yours. Do not at the last moment lose courage. Argue wisely and quiety. Be more than woman."
Katherine Mansfield
Si è svolta ieri presso la cerimonia di consegna del “Premio Conchiglia Moige”, il
riconoscimento tutto italiano per programmi e spot che vengono definiti "family friendly", perchè adatti per tutta la famiglia e, soprattutto, per i minori.Il premio quest'anno è stato assegnato a 8 fiction, 6 programmi di
intratte nimento, 4 per ragazzi e 9 spot.
Tra i vincitori hanno
ritirato il premio anche i conduttori Carla Gozzi e Enzo Miccio e la Vice Presidente Content and Programming di Discovery Italia Laura Carafoli, per il reality “Ma come ti vesti”, di Real time.
La motivazione? “Per aver insegnato a valorizzare il proprio aspetto
fisico utilizzando poche risorse a disposizione, parlando più di stile
che di moda, nel rispetto della propria personalità, trasmettendo buon
gusto e piacere di guardarsi da un altro punto di vista”.
Scopro inoltre che è il terzo anno consecutivo che questa rete si aggiudica il premio.
“Siamo felici e
onorati, anche quest’anno, di ricevere l’importante riconoscimento del
Moige perché è in linea con gli obiettivi editoriali del nostro gruppo,
Discovery Italia. In particolare con il canale Real Time – 8° canale
nazionale - da sempre siamo molto attenti a proporre programmi di
qualità e adatti ad una visione familiare. Inoltre, il genere di cui
siamo stati pionieri, il factual entertainment, è amatissimo dal
pubblico di tutte le età”. (L.Carafoli)
Il factual entertainment, per la Vice Presidente, è dato dall'intrattenimento ispirato alle attività di tutti i giorni e dalla cosidetta "aspirazionalità accessibile", con l'offerta di contenuti come "la casa perfetta, il matrimonio dei sogni, il guardaroba ideale".
Che il canale abbia sempre veicolato l'idea della donna omologata con i tratti della perfetta donnina di casa, maniaca dello shopping compulsivo, è risaputo, come anche il pericolo che ciò possa essere impronta diseducativa nel caso di un programma per bambine come "Guardaroba perfetto kids&teens"(della cui storia e petizione rinvio).
Ciò di cui mi stupisco è invece il Moige, Movimento Italiano Genitori, e non perchè sia fan del movimento che spesso - a ragion veduta - viene criticato per l'atteggiamento troppo bigotto e censorio.
Ciò che mi sembra strano è aver ricevuto, in occasione della petizione di cui sopra, da Elisabetta Scala (Vice Presidente e responsabile dell’Osservatorio Media del Moige) una mail di risposta, dove si consideravano "opportune" le mie osservazioni sul programma, con relativo monitoraggio comunicato via Twitter.
Mi chiedo: come si può, "per opportune considerazioni", monitorare un programma e premiare allo stesso tempo chi l'ha messo in onda?
Le critiche sulla effettiva imparzialità del movimento non si arrestano quando esso stesso ha aziende che contribuiscono economicamente come partner per le loro campagne.
L'ultima tra tutte, "Sos tabacco minori", campagna di sensibilizzazione sul problema del contrabbando di sigarette, è finanziata da Philip Morris, BAT, Japan Tobacco e FIT, Federazione Italiana Tabaccai, ed ha ricevuto aspre obiezioni da Giacomo Mangiaracina (direttore scientifico dell’Area Tabagismo della
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e presidente dell’Agenzia
Nazionale per la Prevenzione), proprio per la contraddizione insita nelle loro iniziative.
"Sono prive di efficacia, condannate dalla comunità scientifica e in grado di promuove subdolamente il friendly marketing, ovvero un'immagine amichevole del fabbricante e del venditore di tabacco. E' come dire a un pedofilo di fare educazione sessuale nelle scuole."
Morale o denaro? Questo è il dilemma.
Insomma Moige, da che parte stai?
Si può dichiarare, con rammarico e delusione, definitivamente chiusa la petizione nata per contrastare la messa in onda, prima, e la trasmissione, poi, del programma Guardaroba Perfetto Kids&Teens, in onda ogni giorno, per un mese circa, su Real Time.
All'alba dell'insediamento (era ora!) del Comitato Media e Minori del Ministero dello Sviluppo Economico, è giusto concludere la petizione, senza, purtroppo, esclamare quel "VITTORIA!", che si vede con gran piacere tra i successi della piattaforma Change.org.
Cosa è andato storto?
Innanzitutto, una mancanza di coscienza della vicedirettrice di Discovery, Laura Carafoli, che ha dato sicuramente più importanza ai suoi introiti televisivi piuttosto che alle riflessioni che dal programma potevano esser dedotte, dal punto di vista delle ripercussioni negative sull'educazione dei minori, diretti destinatari del programma.
Secondariamente, ma principalmente, un immobilismo delle istituzioni appositamente nate per evitare la programmazione di trasmissioni lesive per i minori. Il Garante per l'infanzia, Vincenzo Spadafora, l'ha ben chiamata "disattenzione bipartisan".
Il Comitato Media e Minori del Mise, seppur "rinato" nell'estate del 2013, ha dovuto attendere il 23 ottobre per essere riattivato nelle sue effettive funzioni, a causa dell'impossibilità di reperire i membri supplenti, necessari per coprire le assenze di quelli titolari.
Scrive così un suo membro attivo, il Dott. Remigio del Grosso, che ha avuto cura della petizione nonostante l'assenza del Comitato:
"Finalmente, dopo quasi due anni di “stallo” ed a tre mesi dalla nomina, si è insediato il Comitato Media e Minori. La “cerimonia” (così l’ha definita uno sconcertante comunicato stampa
del Mise) è stata abilmente orchestrata dal Vice Ministro Antonio
Catricalà che, giustamente, si è attribuito il merito della
ricostituzione del Comitato ed ha registrato la presenza dei vertici
delle emittenti (c’era perfino il rappresentante di Sky, che disconosce
il Codice di Autoregolamentazione), di varie Istituzioni e del
presidente della Commissione di Vigilanza.
L’Agcom, che ha sistematicamente archiviato la maggior parte delle
passate segnalazioni del Comitato, era presente in massa. Stranamente
assente il Garante dell’Infanzia."
Insomma, 2 anni di segnalazioni arretrate. Ed in mezzo si trova anche la mia.
Nel particolare, la mia segnalazione, inoltrata a fine agosto, si diceesser stata priva di motivi.
Non capisco, però, come avrebbero potuto rispondere positivamente con una mail - di cui sotto - se la segnalazione fosse stata carente di ragioni che ricordo aver succintamente motivato (le stesse poi utilizzate per la petizione):
Un'arrampicata sugli specchi, volta a coprire inefficienze e ritardi da imputare soltanto a quella serie di organi preposti, i quali vivono ancora in un habitat di lassismo, di lentezza e di proteste interne, perdendo di vista l'obiettivo, i minori, gli unici a subirne le conseguenze.
Si, c'è una sconfitta, l'ennesima, ma non è la nostra.
Grazie ancora a tutti quelli che hanno supportato la causa, sperando sia comunque servita a qualcosa.
A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica
presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette” - See more at:
http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/search?updated-max=2013-09-30T01:18:00-07:00&max-results=5#sthash.8LymZ9f1.dpuf
A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica
presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette” - See more at:
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A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica
presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette” - See more at:
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La petizione, nata a fine agosto e ancora in continua evoluzione con l'appoggio di oltre le 26 mila firme, è stata una iniziativa nata da un dissenso di tipo etico e morale, e legale (per quanto mi riguarda).
D'altra parte, da profana nel campo della sociologia e delle comunicazioni, ho deciso di chiedere un parere scientifico ad un esperto professionista.
Chi ha avuto la gentilezza e disponibilità di rispondermi è stato il Professor Mario Morcellini.
Professore Ordinario in Sociologia dei Processi Culturali e
Comunicativi e Direttore del Coris - Dipartimento di Comunicazione e
Ricerca Sociale - ha concentrato l’interesse di ricerca anche sulla socializzazione dei
minori e dei giovani e sul ruolo svolto in questo campo dal sistema dei
media, realizzando studi e incontri sul nesso comunicazione/formazione.
Successivamente alla messa in onda della prima puntata del programma Guardaroba Perfetto Kids&Teens, il Professor Morcellini mi ha posto tre punti focali, che riporto fedelmente di seguito e che voglio condividere, al fine di fornire nuove opportunità di riflessione a sostegno della mia opinione:
"-Ruolo della figura
genitoriale, in questo caso
della madre: è quest’ultima infatti, stando almeno alla prima puntata della
terza stagione, che contatta Carla Gozzi per chiedere consigli su come le figlie
devono vestire. A mio avviso, nonostante la presenza e il placet finale che
spetta sempre alla madre (…e adesso andiamo da mamma), essa viene di
fatto sostituita nel suo ruolo educativo e anche per certi versi
“dequalificata”. Non ritengo in se negativa la “lezione di stile” o di bon ton
quanto il fatto che a farlo sia una persona diversa dal genitore: quasi che
quest’ultimo non fosse in grado di educare il figlio all’ordine e alla cura
personale e non ne fosse capace per se stesso (le 15 puntate successive sono
infatti dedicate alle madri). Ciò che può risultare opinabile è infatti che le
tre azioni caratterizzanti il programma (1. individuare e separare i capi
d’abbigliamento; 2. suddividerli a seconda delle occasioni d’uso; 3. creare gli
outfit), non sono compiute “con” o “in presenza” del genitore;
-Esasperazione
dell’immagine in attività
collaterali proposte come scattare una foto ogni volta che la ragazza prova un
nuovo abbinamento (adesso è ormai abituata a fare la modella) e inserire
quest’ultima su un “album del tempo libero” che la ragazza potrà consultare ogni
volta che non saprà cosa mettere, rendono ragione delle critiche da te mosse in
termini di influenzabilità (il film horror porta al look un po’ gotico dunque
ti prendo due cosine nere) e omologazione poiché sono al contempo lontane
dall’essere ricondotte alle attività ricreative proprie dell’età delle
partecipanti, secondo quanto affermato dall’articolo 31.1 della
Convenzione.
-Banalizzazione delle
regole/consigli dell’adulto,
collocati in momenti poco opportuni (ad es. spegni il cellulare o togli la
suoneria quando stanno definendo il look per il cinema oppure lega i
capelli con un elastico quando stanno organizzando il look per la scuola), a
volte perentori (questo è troppo da adulta, non si mette)."
Ringrazio ancora il Professor Morcellini per l'importante contributo.
La petizione contro il programma Guardaroba Perfetto kids&teens conta più di 26 mila firme.
Purtroppo, però, quello che sembrava essere un organo istituzionale rinato, si riconferma un organo fantasma.
Il Comitato Media e Minori, appartenente al Ministero dello Sviluppo Economico, seppur riattivato tramite l'iniziativa di Catricalà, sembra non avere possibilità di esistere e funzionare. Infatti, nonostante sia stato "re-inaugurato" a luglio del 2013, resta ancora fermo, probabilmente per mancanza di membri al suo interno.
In merito a tale questione, riporto un articolo di Editoria.tv:
A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette”. Di converso, è forte
l’attesa tra gli addetti ai lavori per l’insediamento del Comitato, che
tra i primi problemi da affrontare avrà quello delle numerose
segnalazioni pervenute nel corso della lunghissima “vacatio”. Il
Regolamento interno, infatti, parla di esame “entro 90 giorni dal
ricevimento”, norma che potrebbe essere correttamente interpretata nel
senso di “entro 90 giorni dall’insediamento”. Ma non mancano altre
urgenti richieste di intervento, quale ad esempio quella dei promotori
di una petizione che ha raccolto oltre 26.000 firme, mirata a bloccare
la messa in onda della trasmissione dell’emittente Real Time “Guardaroba
perfetto”, che vorrebbe insegnare ai bambini come vestirsi in ogni
occasione e, per questo, considerata anacronistica e
diseducativa. Imperversa, inoltre, la polemica sulla trasmissione
programmata da Rai1 “Mission”, una sorta di reality con la presenza di
pseudo Vip nei campi profughi africani, luoghi di profonda sofferenza in
scenari spesso contraddistinti da guerre e persecuzioni. Al riguardo,
mentre il Presidente ed alcuni membri della Commissione di Vigilanza
hanno chiesto di poter visionare il “numero zero” del programma, la Rai
ed altri membri della stessa Commissione si oppongono decisamente alla
richiesta. Una possibile mediazione potrebbe essere quella di affidare
la visione del materiale già registrato agli esperti del Comitato Media e
Minori, che potrebbe esprimere un parere non vincolante
sull’opportunità di mandare in onda la trasmissione. La speranza di
tutti è che la situazione si sblocchi al più presto, ma forse ha ragione
il Garante per l’Infanzia, Vincenzo Spadafora, che nei giorni scorsi ha
parlato di “disattenzione bipartisan alla garanzia di operatività dei
soggetti che, istituzionalmente, devono occuparsi di rendere esigibili i
diritti dei bambini e degli adolescenti.”
A più di 2 settimane di distanza dalla petizione e dopo le quasi 26 mila firme, è opportuno fare un resoconto della situazione.
Dopo l'intervista a Il Fatto Quotidiano e le gentili richieste avute anche da emittenti radiofoniche, non si è avuta nessuna notizia da parte della Vice Presidente di Discovery Italia, Laura Carafoli, che si è espressa solo con Il Fatto, sottolineando come fosse inadeguato criticare un programma non ancora andato in onda.
Armata di pazienza - molta pazienza- ho deciso di seguire la prima puntata del programma, svoltasi il 9 settembre su Real Time e che ha registrato un insuccesso tra i commenti dei più giovani.
La reazione dei diretti destinatari del programma, giovani teenagers, non è tardata a farsi sentire...e vedere.
Su Twitter l'hashtag #guardarobaperfetto riempie le pagine di commenti non carini sul programma, sulla conduttrice e, purtroppo, quasi inevitabilmente, anche sulla minore di turno, sottoposta al restyling di Carla Gozzi.
Saranno rimaste contente le mamme, comprese le mamme blogger, che hanno sostenuto o addirittura partecipato con le figlie al programma?
Di sicuro è contento il canale di Real Time che, snobbando questi feedback, va avanti col programma facendo finta di nulla.
Che il risultato sia un #epicfail questo è evidente, che sia visto e seguito lo stesso è altra storia.
Anche programmi come Uomini e Donne o Il Grande Fratello sono super-criticati, ma contano purtroppo alti share.
Della serie, nel bene o nel male, purchè se ne parli.
Obiettivo raggiunto, direi.
Ma aggiungerei, inoltre, che, a questo punto, la Vice Presidente, Laura Carafoli, non sia riuscita nell'intento più meritevole, vale a dire distinguersi da quella "tv popolare" che tanto
disdegnava nell'intervista.
Per chi si trovasse in linea con l'articolo e volesse sostenere la causa, ricordo che può firmare la petizione cliccando qui.
Ricordo ancora la prima eccezione della Vice Presidente di Discovery Italy, Laura Carafoli, alla mia petizione lanciata qualche settimana fa e che conta attualmente 25 mila firme (se volete firmate qui ): "Mi chiedo come si possa criticare un programma senza averlo ancora visto." Visto che il programma è andato in onda per la prima volta questo pomeriggio alle 14.30, possiamo dire "finalmente" di averlo visto, per 30 minuti - per quanto mi riguarda - abbondanti e difficili da sostenere.
Il programma difeso dalla Vice, che è anche Content Manager e che quindi è fautrice e responsabile del contenuto dei programmi di Real Time, si è rivelato per ciò che era, anche perchè il promo, come già evidenziato, era molto chiaro e non lasciava presagire altro.
Per chi se lo fosse perso, ecco una mini descrizione della prima puntata.
Il format è uguale a quello già visto nella versione adulta: la stylist, Carla Gozzi, armata di sarta, si introduce a casa per esplorare l'armadio della bambina/teenager e creare "outfit giusti per tutte le occasioni". In seguito alla formazione di ogni outfit, viene fatta una piccola "sfilata" per far vedere il risultato alla mamma.
L'atteggiamento di Carla Gozzi, seppur candido e sereno, non risparmia frasi e consigli che, quando non sono sessisti , dall'inutilità sfiorano quasi il ridicolo ("al cinema spegni il cellulare"; "in classe raccogli i capelli con un elastico").
La ragazzina, di fronte a magliettine smanicate, viene vestita dalla Gozzi a strati (alla omino Michelin) con maglie sovrapposte per evitare di lasciare pelle scoperta in determinate zone. Sembra vedere l'illustrazione del manuale della brava ragazzina, la quale deve assolutamente evitare ciò che è "too much", quasi a scongiurare l'attenzione di qualche malintenzionato. "Ma ce la metti tutta ad uscire con il pancino scoperto. Aspetta che ti chiudo la camicia." "Bisogna sapersi comportare nella società, non si parla all'orecchio!" "Nooo Matilde! Questo abito è troppo da adulta"
Della visione sociale della funzionalità del programma in tal senso, con vestiti antipedofilia e antistupro, ne avevo già parlato in un altro post.
Degno di nota, in questa puntata, è inoltre la ricerca dello stile giusto per andare al cinema a vedere un film horror "coi maschietti", unico momento in cui la stylist propone un vestitino nero a gonna con collant, immaginando la ragazza spaventata con le ginocchia sulla sedia (questo si che è bonton!).
La scelta dei vestiti viene fatta rigorosamente nella cameretta della ragazzina, senza la presenza della madre, la quale resta in disparte e ha il solo scopo di approvare gli outfit mostrati con una sfilata. Ciò è contrario rispetto a quanto garantito dalla Carafoli: "Accanto alle ragazzine ci saranno sempre le madri." Parentesi: la mamma che, alla sua età, dice "Ora si che può andare a SCUOLA CON STILE" è la scena più ridicola e frustrante di tutte. Pensasse a farla studiare.
Ad ogni modo, resta sempre aperta la problematica, delineata nel dettaglio precedentemente, relativa alla totale assenza di intento educativo, utilità sociale e culturale, rispondenza alle "principali necessità del minore", incentivo alla indipendenza e autostima dello stesso.
Molte obiezioni alla petizione, compresa quella della Vice Presidente, vertevano sul fatto che il programma non raffigura il minore intento all'acquisto di altri prodotti, ma lo educa al riutilizzo di ciò che ha nell'armadio ("non insegnerà loro a diventare delle fashioniste consumiste ma a vestirsi al meglio usando i capi che hanno già nel loro guardaroba").
Devo però ricordare che io non ho mai detto che il programma incita i minori allo shopping, riferendomi invece alla nostra società e, semmai, al canale in toto di Real Time.
nostra società che continua ancora a dipingere la donna con i
tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping
compulsivo - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2013/08/real-time-guardaroba-perfetto-kids.html#sthash.GT6HlguT.dpuf
(...nostra società che continua a dipingere la donna con i tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping compulsivo)
Secondariamente, il fatto che venga ripresa una ragazza intenta al riutilizzo si, ma di specifici capi però, non esclude che il minore-spettatore, mente influenzabile facilmente ricordiamolo, decida di volere e quindi comprare quel capo che magari non ha nel suo guardaroba-non-perfetto. Insomma, Laura Carafoli non si era già difesa bene precedentemente, ma non poteva di certo trovare difesa migliore con la messa in onda di un programma che già dal promo non presagiva nulla di buono e che, a fortiori, si è rilevato un fallimento.
Stamattina sveglia alle 8, vengo accolta dalla stupenda visione di 400 firme per la petizione.
Adesso vengo felicemente avvisata del superamento delle 600 firme.
E’ stato un piacere riscontrare l’adesione e il supporto di uomini e donne che
come me non sperano in trasmissioni del genere. Tra i loro commenti si
sottolinea l’importanza della personalità libera dei fanciulli, delle loro
passioni e ambizioni, ma soprattutto la necessità che non vengano trasformati
così presto in “clienti” del mondo delle telecomunicazioni.
So che una petizione non
può essere al 100% fautrice del cambiamento, ma spero che gli organi di
competenza facciano il loro dovere e che la Direttrice stessa,
Laura Carafoli, comprenda le ragioni e faccia un passo indietro sulla messa in
onda del suo programma.
Ricevo inoltre da poco alla mia mail la risposta del Comitato Media e Minori, da me contattato come via ufficiale tramite segnalazione.
Tale comitato, che sembra non essere quindi un organo fantasma (lo spero vivamente), mi avvisa così:
Gentile Roberta Zappalà, Le confermiamo di aver ricevuto e preso in carico la
Sua segnalazione.
Nel ringraziarla per la preziosa collaborazione
assicuriamo dovuta presa in considerazione di quanto
segnalato.
Cordialmente, lo Staff del Comitato Media e Minori Non possiamo che sperare in bene.
A ciò si aggiunge la grande penna di Loredana Lipperini, che molto gentilmente parla della petizione nel suo blog, e Il Fatto Quotidiano che ha trattato la vicenda richiedendo una intervista.
RealTime su Facebook risponde: " L'intezione del programma non è assolutamente quella di denaturalizzare i bambini. L'obiettivo è quello di dar loro, e soprattutto alle loro mamme, degli spunti e dei consigli su come utilizzare creativamente i capi nel proprio guardaroba, per tutte le occasioni: una giornata a scuola, una festa di compleanno, una prima comunione, eccetera. Magari qualcuno eviterà addirittura di acquistare nuovi outfit, e sperimentare invece con ciò che ha già nell'armadio."
Come se questo sia o debba essere un problema da bambine; come se debba essere una preoccupazione di una bambina di 10 anni vestirsi adeguatamente per la festa del compagno, non spendere soldi, avere "outfit" adeguati, costretta ad una creatività non sua e che quindi non può chiamarsi tale!
Inoltre, e questa è la cosa più assurda, alcune donne, sostenendo il programma, hanno scritto più volte lo stesso concetto, e cioè che "i bambini devono avere regole perchè spesso si vestono troppo SUCCINTI, non possono vestirsi come vogliono, notare la PEDOFILIA che gira."
Come se la pedofilia non fosse una malattia, ma un istinto stimolato da un ombelico di fuori. Si ritorna alla visione per cui se un uomo stupra, è perchè la donna in minigonna se l'è cercata.
Queste donne, spero vivamente ancora non-mamme, non si rendono neanche conto che, puta caso dovesse parlarsi di teenegers succinte, strizzate o invecchiate di 40 anni, ciò lo devono sempre e solo alla loro amica televisione che propone ogni giorno, agli occhi delle loro figlie, mode e schemi senza filtri.
Gli unici filtri dovrebbero essere le parole educative di un genitore, atte a che possa crearsi in loro giusto discernimento di ciò che vedono.
Mamme, pensate davvero di non avere colpe?
Insomma quando si dice che il problema dell'Italia sono gli italiani, è vero.
Il problema è sempre palesemente culturale.
Ricordo il link dove poter firmare la petizione diretta alla Direttrice di Real Time e alla sua redazione, per il blocco della messa in onda del programma, prevista per il 9 settembre, o fate copia-incolla del seguente:
https://www.change.org/it/petizioni/real-time-direttrice-laura-carafoli-bloccare-la-messa-in-onda-del-programma-guardaroba-perfetto-kids-teens
Non posso mancare neanche una settimana che, riaccendendo la tv, mi ritrovo il nuovo palinsesto post-vacanze di Real Time che presenta l'ennesimo programma di "moda", con la solita presentatrice, questa volta rivolto alle teenagers e alle bambine: Guardaroba perfetto Kids&Teens.
Ovviamente si parla di ragazzE, di figliE, sempre e solo di quel genere femminile che fonda la sua vita nello scegliere vestiti, trucchi e accessori per raggiungere la bellezza perfetta agli occhi altrui.
Real Time ci ha sempre abituato a programmi "prettamente femminili" di moda, cucina e matrimonio.
Che disfatta sapere che il direttore è una donna, Laura Carafoli.
Come riportato anche su Wikipedia, il suo palinsesto è dedicato principalmente alle donne, le
quali costituiscono il 70% del pubblico della rete, con un'età compresa
tra i 25 e i 54 anni.
Questo programma, improntato già su quello opinabile della stagione passata rivolto a persone adulte, sembra davvero impensabile per delle bambine, a cui è incitata la partecipazione ai casting sul relativo sito.
Avevo già trattato dello strano binomio tv-minori nel post relativo al programma americano Little Miss America, sottolineando come quest'ultimo fosse totalmente contrario principi della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, che però non è stata sottoscritta dagli USA, a differenza dell'Italia.
L'Italia quindi ha assunto degli obblighi nei confronti della Convenzione del 1989, ratificata ed eseguita dal 1991, che dispone all'art 17: "Gli Stati parti riconoscono l'importanza della funzione esercitata dai mass media [...] A tal fine, gli Stati parti: a) Incoraggiano i mass media a divulgare informazioni e materiali che hanno una utilità
sociale e culturale per il fanciullo."
Importanti inoltre le disposizioni agli art. 31.1. ("Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a
dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare
liberamente alla vita culturale ed artistica.") e art. 32.1. ("Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo
sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia
suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al
suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale").
Esiste anche un codice di autoregolamentazione Tv-minori, tutto di creazione italiana, come una delle tante "costruzioni disabitate" che non ricevono effettiva applicazione dalle autorità competenti. Un esempio di disposizione è quellache, al punto 3.3 sui programmi destinati ai minori, richiede che soddisfino le principali necessità dei minori come la capacità di realizzare esperienze reali e proprie o di aumentare la propria autonomia, nonchè a proporre valori positivi umani e civili ed il rispetto della dignità della persona.
L'utilità sociale e culturale descritta dalla Convenzione mi è dubbia se da ricercare in un programma che costringe persino le bambine e le adolescenti a seguire la moda, costrette a schemi preformati e imposti da una società che troppo presto così le omologherebbe in un momento di prematura personalità e coscienza individuale e sociale. Sarebbe veramente facile agire su menti così suggestionabili e influenzabili come quelle dei minori e per tal motivo è stata istituita la Convenzione di cui sopra, ma anche le due direttive comunitarie, la 84/450 sulla pubblicità ingannevole e la 89/552 (Direttiva Tv senza frontiere), volte a disciplinare il vasto campo delle telecomunicazioni e delle pubblicità, anche affrontando il problema dell'impatto sui minori d'età.
L'abuso della credulità e della mancanta esperienza di quest'ultimi è un mix perfetto a vantaggio di quelle pubblicità che sfruttano la chiave emozionale per convincere non solo i bambini ma anche i loro genitori.
In tal caso non si parla di semplice pubblicità di qualche minuto, ma addirittura di un programma di lunga durata che mette delle bambine, le loro stanze, i loro vestiti, le loro mamme, sotto i fari di uno studio televisivo e sotto l'occhio vigile di una matrona che col dito puntato ti ordina come sia più appropriato vestirsi e per quali occasioni.
Insomma, libertà e creatività infantile alla gogna.
Già immagino le parole amorevoli della Carla che parla di tricot e patchwork e della differenza tra blu denim e blu cobalto a bambine di 10 anni.
Carla, ma come ti permetti?!
D'altronde questo canale televisivo, che ha acquisito quest'anno anche il programma culinario di Benedetta Parodi (snobbata, a detta sua, da La7, "rete troppo maschile"), pare sia volto ad affermare un prototipo di donna che già da tempi antichi era stato disdegnato da autrici come Virginia Woolf o Mary Wollstonecraft.
Quest'ultima, nel suo libro "Sui diritti delle donne", non usa mezzi termini: "Le considerazioni di
Rousseau, secondo cui le donne sono naturalmente interessate a bambole,
vestiti e conversazioni, del tutto indipendentemente dall'educazione,
sono talmente puerili da non meritare neppure di essere seriamente
confutate".
Le sue teorie, che apparivano nel XVIII secolo rivoluzionarie, riflettono una piaga moderna della nostra società che continua ancora a dipingere la donna con i
tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping
compulsivo. Molte
donne, purtroppo, non si rendono conto di essere schiave, sin
dall'infanzia, di questa "educazione", che mira ad una
prematura e fittizia distinzione dei generi.
Paradossalmente, tali donne sono state più "fortunate", poichè la strada che si prospetta, tra bambine e adolescenti derise e riprese in tv per il loro abbigliamento e poi messe in passerella dopo aver acquisito il giusto look, ti fa pensare che al peggio non c'è mai fine.
Per tal motivo, ho deciso di scrivere una lettera alla Direttrice di Real Time, Laura Carafoli, per chiedere il blocco della messa in onda del programma, perchè contrario ad ogni principio (comunitario e non) volto a tutelare i minori nella loro formazione, informazione, crescita e libertà.
Se volete, potete contribuire firmando la petizione qui.
Grazie.
Art. 31 Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al
tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed
artistica.
Art. 32 Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere
protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a
repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale. - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2012/03/little-miss-america-ciglia-finte.html#sthash.zuVoeOea.dpuf
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tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed
artistica.
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protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a
repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
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tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed
artistica.
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protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a
repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
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