venerdì 30 agosto 2013

Petizione Guardaroba Perfetto Kids&Teens: ecco perchè le dichiarazioni della Vice Presidente Laura Carafoli non convincono



Ieri pomeriggio è stato pubblicato l'articolo sulla petizione da Il Fatto Quotidiano, comprensivo di risposte da parte della Vice Presidente dei canali di Discovery Italy, Laura Carafoli.

Ecco alcuni motivi per cui le risposte di Carafoli non convincono:

1- "Mi chiedo come si possa criticare un programma senza averlo ancora visto."

La visione effettiva del programma rispetto al video di presentazione non crea alcuna differenza nel momento in cui già il singolo promo di pochi secondi non esprime e non rappresenta un programma adeguato per minori, così come prescritto dalla legge e dal buon senso. A fortiori, il programma per intero sarà ulteriormente inappropriato. Ciò è reso palese sia dalle parole della presentatrice, sia dalla voce narrante, sia dai frames che anticipano il programma, e sia soprattutto dalla descrizione sul sito di Real Time: "... Un modo divertente e colorato per insegnare i primi segreti di stile a queste fashion-victim in erba."

2-  La Vice assicura però : "Accanto alle ragazzine ci saranno sempre le madri e Carla Gozzi, che da anni è molto attenta al rapporto tra bambine e moda, non insegnerà loro a diventare delle fashioniste consumiste ma a vestirsi al meglio."

Allora credo sia urgente un cambio della presentazione del programma, visto che si parla di PRIMI segreti e di FASHION-VICTIM IN ERBA. Tutto lascia presagire un percorso di formazione per una futura FASHIONISTA (un termine, permettetemi, che tollero con difficoltà e credo ci siano neologismi più appropriati da insegnare ai bambini).
Non trovo inoltre la presenza delle madri come un plus confortante. A mio parere, come ho già sottolineato, l'educazione in famiglia e l'istruzione sono gli unici filtri capaci di insegnare maggiore discernimento ai minori; una mamma che coinvolge una figlia in un programma tv, che la mette sotto i riflettori sia dal punto di vista tecnico (luci, trucco, telecamere, estranei), sia dal punto di vista emotivo (esame del modo di vestirsi o scegliere abbinamenti o altro che non voglio immaginare), credo debba focalizzarsi sulla capacità di dialogo con la propria figlia.

3- Carafoli spiega i motivi della scelta di avere come riferimento le teenager. “Ci rivolgiamo alle ragazzine perché l’85 per cento del pubblico di di Real Time è costituito da donne e i programmi pomeridiani – questo andrà in onda alle 14.30 – sono modellati su quelle che possono considerarsi passioni più femminili e che vanno dalla cucina alla moda"

Sempre la descrizione sul sito continua: "Le protagoniste dei primi 15 episodi della serie infatti, sono ragazze dai 6 ai 15 anni ". Direi quindi che non si tratta solo di teenagers, ma di bambine.
Inoltre spero che bambine e teenagers sviluppino altre passioni e siano meno tipiche di quanto si possa pensare e di quanto la televisione possa catalogare a target di un loro canale.


4- "Queste trasmissioni, considerando anche la fascia oraria, sono molto più educative ed edificanti di quelle presenti su altre reti che invece sono dedicate al gossip, alle tragedie o a schermaglie tra concorrenti."

Credo che questa sia la frase in cui la Vice Presidente si difende meno: considerare un programma buono o accettabile perchè c'è di peggio credo sia una delle mosse più sbagliate.
Ci si paragona sempre al peggio per star tranquilli con sé stessi.

Inoltre ci tengo a precisare, in risposta alla Vice Presidente Carafoli che questo programma, a differenza degli altri, è ESPRESSAMENTE DIRETTO ai minori, e per programmi del genere esiste una regolamentazione ad hoc, di cui dovrebbe prendere visione.
 Non si comprenderebbe il motivo per cui i legislatori hanno creato, in Italia e in UE, Costituzione, codici di autoregolamentazione, comitati, convenzioni, direttive, a tutela dei minori considerati "soggetti deboli e privi di mezzi", per cui continuamente da proteggere e su cui porre un trattamento diversificato.


Sottovalutare il problema del rapporto tra media e minori è davvero pericoloso.  Magari fra qualche giorno questa petizione verrà dimenticata, ma è importante capire che i minori, la loro formazione ed educazione riguarda noi, il nostro futuro, la nostra cultura e anche la nostra politica.
Nella maggior parte dei commenti negativi (fortunatamente non erano solo negativi, ma alcuni sono stati molto più creativi del tipico "esiste il telecomando") ho letto che esistono petizioni più importanti, che il problema è Berlusconi, che non c'è lavoro, salvo poi inebetirsi di certi scandali, lamentarsi dell'ignoranza che serpeggia, dell'incomprensibilità di certe scelte politiche o dell'assurdità di certi voti.
Come se i bambini, i teenagers, non siano il futuro di un Paese.
D'altra parte cosa puoi aspettarti da una Italia che non considera i giovani una risorsa, riducendola alla fascia debole del nuovo millennio?
Chissà, magari con qualche consiglio per un guardaroba perfetto, avremo l'outfit giusto per una immediata fuga di cervelli!

giovedì 29 agosto 2013

Aggiornamenti positivi sulla petizione contro Guardaroba perfetto Kids&Teens

Stamattina sveglia alle 8, vengo accolta dalla stupenda visione di 400 firme per la petizione.
Adesso vengo felicemente avvisata del superamento delle 600 firme.

E’ stato un piacere riscontrare l’adesione e il supporto di uomini e donne che come me non sperano in trasmissioni del genere. Tra i loro commenti si sottolinea l’importanza della personalità libera dei fanciulli, delle loro passioni e ambizioni, ma soprattutto la necessità che non vengano trasformati così presto in “clienti” del mondo delle telecomunicazioni.
So che una petizione non può essere al 100% fautrice del cambiamento, ma spero che gli organi di competenza facciano il loro dovere e che la Direttrice stessa, Laura Carafoli, comprenda le ragioni e faccia un passo indietro sulla messa in onda del suo programma.


Ricevo inoltre da poco alla mia mail la risposta del Comitato Media e Minori, da me contattato come via ufficiale tramite segnalazione.
Tale comitato, che sembra non essere quindi un organo fantasma (lo spero vivamente), mi avvisa così:

Gentile Roberta Zappalà,
Le confermiamo di aver ricevuto e preso in carico la Sua segnalazione.

Nel ringraziarla per la preziosa collaborazione assicuriamo dovuta presa in
considerazione di quanto segnalato.

Cordialmente,
lo Staff del Comitato Media e Minori

Non possiamo che sperare in bene.


A ciò si aggiunge la grande penna di Loredana Lipperini, che molto gentilmente parla della petizione nel suo blog, e Il Fatto Quotidiano che ha trattato la vicenda richiedendo una intervista.

Insomma, oggi è un buongiorno. Domani si vedrà.

mercoledì 28 agosto 2013

Postumi e retroscena della petizione contro Guardaroba Perfetto Kids&Teens.

RealTime su Facebook risponde: " L'intezione del programma non è assolutamente quella di denaturalizzare i bambini. L'obiettivo è quello di dar loro, e soprattutto alle loro mamme, degli spunti e dei consigli su come utilizzare creativamente i capi nel proprio guardaroba, per tutte le occasioni: una giornata a scuola, una festa di compleanno, una prima comunione, eccetera. Magari qualcuno eviterà addirittura di acquistare nuovi outfit, e sperimentare invece con ciò che ha già nell'armadio."






Come se questo sia o debba essere un problema da bambine; come se debba essere una preoccupazione di una bambina di 10 anni vestirsi adeguatamente per la festa del compagno, non spendere soldi, avere "outfit" adeguati, costretta ad una creatività non sua e che quindi non può chiamarsi tale!

Inoltre, e questa è la cosa più assurda, alcune donne, sostenendo il programma, hanno scritto più volte lo stesso concetto, e cioè che "i bambini devono avere regole perchè spesso si vestono troppo SUCCINTI, non possono vestirsi come vogliono, notare la PEDOFILIA che gira."




Come se la pedofilia non fosse una malattia, ma un istinto stimolato da un ombelico di fuori. Si ritorna alla visione per cui se un uomo stupra, è perchè la donna in minigonna se l'è cercata.
Queste donne, spero vivamente ancora non-mamme, non si rendono neanche conto che, puta caso dovesse parlarsi di teenegers succinte, strizzate o invecchiate di 40 anni, ciò lo devono sempre e solo alla loro amica televisione che propone ogni giorno, agli occhi delle loro figlie, mode e schemi senza filtri.
Gli unici filtri dovrebbero essere le parole educative di un genitore, atte a che possa crearsi in loro giusto discernimento di ciò che vedono.
Mamme, pensate davvero di non avere colpe?

Insomma quando si dice che il problema dell'Italia sono gli italiani, è vero.
Il problema è sempre palesemente culturale.

Ricordo il link dove poter firmare la petizione diretta alla Direttrice di Real Time e alla sua redazione, per il blocco della messa in onda del programma, prevista per il 9 settembre, o fate copia-incolla del seguente:
https://www.change.org/it/petizioni/real-time-direttrice-laura-carafoli-bloccare-la-messa-in-onda-del-programma-guardaroba-perfetto-kids-teens

martedì 27 agosto 2013

Real Time, Guardaroba Perfetto Kids&Teens: abuso della credulità e svilimento della libertà infantile. Petizione per il blocco della messa in onda

Non posso mancare neanche una settimana che, riaccendendo la tv, mi ritrovo il nuovo palinsesto post-vacanze di Real Time che presenta l'ennesimo programma di "moda", con la solita presentatrice, questa volta rivolto alle teenagers e alle bambine: Guardaroba perfetto Kids&Teens.


Ovviamente si parla di ragazzE, di figliE, sempre e solo di quel genere femminile che fonda la sua vita nello scegliere vestiti, trucchi e accessori per raggiungere la bellezza perfetta agli occhi altrui.
Real Time ci ha sempre abituato a programmi "prettamente femminili" di moda, cucina e matrimonio.
Che disfatta sapere che il direttore è una donna, Laura Carafoli.
Come riportato anche su Wikipedia, il suo palinsesto è dedicato principalmente alle donne, le quali costituiscono il 70% del pubblico della rete, con un'età compresa tra i 25 e i 54 anni.
Questo programma, improntato già su quello opinabile della stagione passata rivolto a persone adulte, sembra davvero impensabile per delle bambine, a cui è incitata la partecipazione ai casting sul relativo sito.

Avevo già trattato dello strano binomio tv-minori nel post relativo al programma americano Little Miss America, sottolineando come quest'ultimo fosse totalmente contrario principi della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, che però non è stata sottoscritta dagli USA, a differenza dell'Italia.

L'Italia quindi ha assunto degli obblighi nei confronti della Convenzione del 1989, ratificata ed eseguita dal 1991, che dispone all'art 17: "Gli Stati parti riconoscono l'importanza della funzione esercitata dai mass media [...] A tal fine, gli Stati parti: a) Incoraggiano i mass media a divulgare informazioni e materiali che hanno una utilità sociale e culturale per il fanciullo."
Importanti inoltre le disposizioni agli art. 31.1.  ("Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.") e art. 32.1. ("Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale").
Esiste anche un codice di autoregolamentazione Tv-minori, tutto di creazione italiana, come una delle tante "costruzioni disabitate" che non ricevono effettiva applicazione dalle autorità competenti. Un esempio di disposizione è quella che, al punto 3.3 sui programmi destinati ai minori, richiede che soddisfino le principali necessità dei minori come la capacità di realizzare esperienze reali e proprie o di aumentare la propria autonomia, nonchè a proporre valori positivi umani e civili ed il rispetto della dignità della persona.

L'utilità sociale e culturale descritta dalla Convenzione mi è dubbia se da ricercare in un programma che costringe persino le bambine e le adolescenti a seguire la moda, costrette a schemi preformati e imposti da una società che troppo presto così le omologherebbe in un momento di prematura personalità e coscienza individuale e sociale. Sarebbe veramente facile agire su menti così suggestionabili e influenzabili come quelle dei minori e per tal motivo è stata istituita la Convenzione di cui sopra, ma anche le due direttive comunitarie, la 84/450 sulla pubblicità ingannevole e la 89/552 (Direttiva Tv senza frontiere), volte a disciplinare il vasto campo delle telecomunicazioni e delle pubblicità, anche affrontando il problema dell'impatto sui minori d'età.
L'abuso della credulità e della mancanta esperienza di quest'ultimi è un mix perfetto a vantaggio di quelle pubblicità che sfruttano la chiave emozionale  per convincere non solo i bambini ma anche i loro genitori.

In tal caso non si parla di semplice pubblicità di qualche minuto, ma addirittura di un programma di lunga durata che mette delle bambine, le loro stanze, i loro vestiti, le loro mamme, sotto i fari di uno studio televisivo e sotto l'occhio vigile di una matrona che col dito puntato ti ordina come sia più appropriato vestirsi e per quali occasioni.
Insomma, libertà e creatività infantile alla gogna.
Già immagino le parole amorevoli della Carla che parla di tricot e patchwork e della differenza tra blu denim e blu cobalto a bambine di 10 anni.
Carla, ma come ti permetti?!



D'altronde questo canale televisivo, che ha acquisito quest'anno anche il programma culinario di Benedetta Parodi (snobbata, a detta sua, da La7, "rete troppo maschile"), pare sia volto ad affermare un prototipo di donna che già da tempi antichi era stato disdegnato da autrici come Virginia Woolf o Mary Wollstonecraft.
Quest'ultima, nel suo libro "Sui diritti delle donne", non usa mezzi termini: "Le considerazioni di Rousseau, secondo cui le donne sono naturalmente interessate a bambole, vestiti e conversazioni, del tutto indipendentemente dall'educazione, sono talmente puerili da non meritare neppure di essere seriamente confutate".
Le sue teorie, che apparivano nel XVIII secolo rivoluzionarie, riflettono una piaga moderna della nostra società che continua ancora a dipingere la donna con i tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping compulsivo.  Molte donne, purtroppo, non si rendono conto di essere schiave, sin dall'infanzia, di questa "educazione", che mira ad una prematura e fittizia distinzione dei generi.

Paradossalmente, tali donne sono state più "fortunate", poichè la strada che si prospetta, tra bambine e adolescenti derise e riprese in tv per il loro abbigliamento e poi messe in passerella dopo aver acquisito il giusto look, ti fa pensare che al peggio non c'è mai fine.

Per tal motivo, ho deciso di scrivere una lettera alla Direttrice di Real Time, Laura Carafoli, per chiedere il blocco della messa in  onda del programma, perchè contrario ad ogni principio (comunitario e non) volto a tutelare i minori nella loro formazione, informazione, crescita e libertà.
Se volete, potete contribuire firmando la petizione qui.
Grazie.
Art. 31
Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 

Art. 32 
Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale. - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2012/03/little-miss-america-ciglia-finte.html#sthash.zuVoeOea.dpuf
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Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 

Art. 32 
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Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica. 

Art. 32 
Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale. - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2012/03/little-miss-america-ciglia-finte.html#sthash.zuVoeOea.dpuf

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