"You must be a woman and bear the agony of creating. Prove yourself. Be strong, be kind, be wise, and it is yours. Do not at the last moment lose courage. Argue wisely and quiety. Be more than woman."
Katherine Mansfield
Si è svolta ieri presso la cerimonia di consegna del “Premio Conchiglia Moige”, il
riconoscimento tutto italiano per programmi e spot che vengono definiti "family friendly", perchè adatti per tutta la famiglia e, soprattutto, per i minori.Il premio quest'anno è stato assegnato a 8 fiction, 6 programmi di
intratte nimento, 4 per ragazzi e 9 spot.
Tra i vincitori hanno
ritirato il premio anche i conduttori Carla Gozzi e Enzo Miccio e la Vice Presidente Content and Programming di Discovery Italia Laura Carafoli, per il reality “Ma come ti vesti”, di Real time.
La motivazione? “Per aver insegnato a valorizzare il proprio aspetto
fisico utilizzando poche risorse a disposizione, parlando più di stile
che di moda, nel rispetto della propria personalità, trasmettendo buon
gusto e piacere di guardarsi da un altro punto di vista”.
Scopro inoltre che è il terzo anno consecutivo che questa rete si aggiudica il premio.
“Siamo felici e
onorati, anche quest’anno, di ricevere l’importante riconoscimento del
Moige perché è in linea con gli obiettivi editoriali del nostro gruppo,
Discovery Italia. In particolare con il canale Real Time – 8° canale
nazionale - da sempre siamo molto attenti a proporre programmi di
qualità e adatti ad una visione familiare. Inoltre, il genere di cui
siamo stati pionieri, il factual entertainment, è amatissimo dal
pubblico di tutte le età”. (L.Carafoli)
Il factual entertainment, per la Vice Presidente, è dato dall'intrattenimento ispirato alle attività di tutti i giorni e dalla cosidetta "aspirazionalità accessibile", con l'offerta di contenuti come "la casa perfetta, il matrimonio dei sogni, il guardaroba ideale".
Che il canale abbia sempre veicolato l'idea della donna omologata con i tratti della perfetta donnina di casa, maniaca dello shopping compulsivo, è risaputo, come anche il pericolo che ciò possa essere impronta diseducativa nel caso di un programma per bambine come "Guardaroba perfetto kids&teens"(della cui storia e petizione rinvio).
Ciò di cui mi stupisco è invece il Moige, Movimento Italiano Genitori, e non perchè sia fan del movimento che spesso - a ragion veduta - viene criticato per l'atteggiamento troppo bigotto e censorio.
Ciò che mi sembra strano è aver ricevuto, in occasione della petizione di cui sopra, da Elisabetta Scala (Vice Presidente e responsabile dell’Osservatorio Media del Moige) una mail di risposta, dove si consideravano "opportune" le mie osservazioni sul programma, con relativo monitoraggio comunicato via Twitter.
Mi chiedo: come si può, "per opportune considerazioni", monitorare un programma e premiare allo stesso tempo chi l'ha messo in onda?
Le critiche sulla effettiva imparzialità del movimento non si arrestano quando esso stesso ha aziende che contribuiscono economicamente come partner per le loro campagne.
L'ultima tra tutte, "Sos tabacco minori", campagna di sensibilizzazione sul problema del contrabbando di sigarette, è finanziata da Philip Morris, BAT, Japan Tobacco e FIT, Federazione Italiana Tabaccai, ed ha ricevuto aspre obiezioni da Giacomo Mangiaracina (direttore scientifico dell’Area Tabagismo della
Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e presidente dell’Agenzia
Nazionale per la Prevenzione), proprio per la contraddizione insita nelle loro iniziative.
"Sono prive di efficacia, condannate dalla comunità scientifica e in grado di promuove subdolamente il friendly marketing, ovvero un'immagine amichevole del fabbricante e del venditore di tabacco. E' come dire a un pedofilo di fare educazione sessuale nelle scuole."
Morale o denaro? Questo è il dilemma.
Insomma Moige, da che parte stai?
La petizione contro il programma Guardaroba Perfetto kids&teens conta più di 26 mila firme.
Purtroppo, però, quello che sembrava essere un organo istituzionale rinato, si riconferma un organo fantasma.
Il Comitato Media e Minori, appartenente al Ministero dello Sviluppo Economico, seppur riattivato tramite l'iniziativa di Catricalà, sembra non avere possibilità di esistere e funzionare. Infatti, nonostante sia stato "re-inaugurato" a luglio del 2013, resta ancora fermo, probabilmente per mancanza di membri al suo interno.
In merito a tale questione, riporto un articolo di Editoria.tv:
A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del
Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio
Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo”
diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento
ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di
settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci
sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono
assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle
assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti,
mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato
Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle
difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica presa di
posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che
riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice
Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più
meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma
dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali
private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di
permanente violenza anche nelle fasce protette”. Di converso, è forte
l’attesa tra gli addetti ai lavori per l’insediamento del Comitato, che
tra i primi problemi da affrontare avrà quello delle numerose
segnalazioni pervenute nel corso della lunghissima “vacatio”. Il
Regolamento interno, infatti, parla di esame “entro 90 giorni dal
ricevimento”, norma che potrebbe essere correttamente interpretata nel
senso di “entro 90 giorni dall’insediamento”. Ma non mancano altre
urgenti richieste di intervento, quale ad esempio quella dei promotori
di una petizione che ha raccolto oltre 26.000 firme, mirata a bloccare
la messa in onda della trasmissione dell’emittente Real Time “Guardaroba
perfetto”, che vorrebbe insegnare ai bambini come vestirsi in ogni
occasione e, per questo, considerata anacronistica e
diseducativa. Imperversa, inoltre, la polemica sulla trasmissione
programmata da Rai1 “Mission”, una sorta di reality con la presenza di
pseudo Vip nei campi profughi africani, luoghi di profonda sofferenza in
scenari spesso contraddistinti da guerre e persecuzioni. Al riguardo,
mentre il Presidente ed alcuni membri della Commissione di Vigilanza
hanno chiesto di poter visionare il “numero zero” del programma, la Rai
ed altri membri della stessa Commissione si oppongono decisamente alla
richiesta. Una possibile mediazione potrebbe essere quella di affidare
la visione del materiale già registrato agli esperti del Comitato Media e
Minori, che potrebbe esprimere un parere non vincolante
sull’opportunità di mandare in onda la trasmissione. La speranza di
tutti è che la situazione si sblocchi al più presto, ma forse ha ragione
il Garante per l’Infanzia, Vincenzo Spadafora, che nei giorni scorsi ha
parlato di “disattenzione bipartisan alla garanzia di operatività dei
soggetti che, istituzionalmente, devono occuparsi di rendere esigibili i
diritti dei bambini e degli adolescenti.”
Ieri pomeriggio è stato pubblicato l'articolo sulla petizione da Il Fatto Quotidiano, comprensivo di risposte da parte della Vice Presidente dei canali di Discovery Italy, Laura Carafoli.
Ecco alcuni motivi per cui le risposte di Carafoli non convincono:
1- "Mi chiedo come si possa criticare un programma senza averlo ancora visto."
La visione effettiva del programma rispetto al video di presentazione non crea alcuna differenza nel momento in cui già il singolo promo di pochi secondi non esprime e non rappresenta un programma adeguato per minori, così come prescritto dalla legge e dal buon senso. A fortiori, il programma per intero sarà ulteriormente inappropriato. Ciò è reso palese sia dalle parole della presentatrice, sia dalla voce narrante, sia dai frames che anticipano il programma, e sia soprattutto dalla descrizione sul sito di Real Time: "... Un modo divertente e colorato per insegnare i primi segreti di stile a queste fashion-victim in erba." 2- La Vice assicura però : "Accanto alle ragazzine ci saranno sempre le madri e Carla Gozzi, che da anni è molto attenta al rapporto tra bambine e moda, non insegnerà loro a diventare delle fashioniste consumiste ma a vestirsi al meglio."
Allora credo sia urgente un cambio della presentazione del programma, visto che si parla di PRIMI segreti e di FASHION-VICTIM IN ERBA. Tutto lascia presagire un percorso di formazione per una futura FASHIONISTA (un termine, permettetemi, che tollero con difficoltà e credo ci siano neologismi più appropriati da insegnare ai bambini).
Non trovo inoltre la presenza delle madri come un plus confortante. A mio parere, come ho già sottolineato, l'educazione in famiglia e l'istruzione sono gli unici filtri capaci di insegnare maggiore discernimento ai minori; una mamma che coinvolge una figlia in un programma tv, che la mette sotto i riflettori sia dal punto di vista tecnico (luci, trucco, telecamere, estranei), sia dal punto di vista emotivo (esame del modo di vestirsi o scegliere abbinamenti o altro che non voglio immaginare), credo debba focalizzarsi sulla capacità di dialogo con la propria figlia.
3- Carafoli spiega i motivi della scelta di avere come riferimento le teenager. “Ci rivolgiamo alle ragazzine perché l’85 per cento del pubblico di di Real Time è costituito da donne e i programmi pomeridiani – questo andrà in onda alle 14.30 – sono modellati su quelle che possono considerarsi passioni più femminili e che vanno dalla cucina alla moda"
Sempre la descrizione sul sito continua: "Le protagoniste dei primi 15 episodi della serie infatti, sono ragazze dai 6 ai 15 anni ". Direi quindi che non si tratta solo di teenagers, ma di bambine.
Inoltre spero che bambine e teenagers sviluppino altre passioni e siano meno tipiche di quanto si possa pensare e di quanto la televisione possa catalogare a target di un loro canale.
4- "Queste trasmissioni, considerando anche la fascia oraria, sono molto piùeducative ed edificantidi quelle presenti su altre reti che invece sono dedicate al gossip, alle tragedie o a schermaglie tra concorrenti."
Credo che questa sia la frase in cui la Vice Presidente si difende meno: considerare un programma buono o accettabile perchè c'è di peggio credo sia una delle mosse più sbagliate.
Ci si paragona sempre al peggio per star tranquilli con sé stessi.
Inoltre ci tengo a precisare, in risposta alla Vice Presidente Carafoli che questo programma, a differenza degli altri, è ESPRESSAMENTE DIRETTO ai minori, e per programmi del genere esiste una regolamentazione ad hoc, di cui dovrebbe prendere visione.
Non si comprenderebbe il motivo per cui i legislatori
hanno creato, in Italia e in UE, Costituzione, codici di
autoregolamentazione, comitati,
convenzioni, direttive, a tutela dei minori considerati "soggetti deboli
e privi di mezzi", per cui continuamente da proteggere e su cui porre
un trattamento diversificato.
Sottovalutare il problema del rapporto tra media e minori è davvero
pericoloso. Magari fra qualche giorno questa petizione verrà dimenticata, ma è importante capire che i minori, la loro formazione ed educazione riguarda noi, il nostro futuro, la nostra cultura e anche la nostra politica.
Nella maggior parte dei commenti negativi (fortunatamente non erano solo negativi, ma alcuni sono stati molto più creativi del tipico "esiste il telecomando") ho letto che esistono petizioni più importanti, che il problema è Berlusconi, che non c'è lavoro, salvo poi inebetirsi di certi scandali, lamentarsi dell'ignoranza che serpeggia, dell'incomprensibilità di certe scelte politiche o dell'assurdità di certi voti.
Come se i bambini, i teenagers, non siano il futuro di un Paese.
D'altra parte cosa puoi aspettarti da una Italia che non considera i giovani una risorsa, riducendola alla fascia debole del nuovo millennio?
Chissà, magari con qualche consiglio per un guardaroba perfetto, avremo l'outfit giusto per una immediata fuga di cervelli!
Stamattina sveglia alle 8, vengo accolta dalla stupenda visione di 400 firme per la petizione.
Adesso vengo felicemente avvisata del superamento delle 600 firme.
E’ stato un piacere riscontrare l’adesione e il supporto di uomini e donne che
come me non sperano in trasmissioni del genere. Tra i loro commenti si
sottolinea l’importanza della personalità libera dei fanciulli, delle loro
passioni e ambizioni, ma soprattutto la necessità che non vengano trasformati
così presto in “clienti” del mondo delle telecomunicazioni.
So che una petizione non
può essere al 100% fautrice del cambiamento, ma spero che gli organi di
competenza facciano il loro dovere e che la Direttrice stessa,
Laura Carafoli, comprenda le ragioni e faccia un passo indietro sulla messa in
onda del suo programma.
Ricevo inoltre da poco alla mia mail la risposta del Comitato Media e Minori, da me contattato come via ufficiale tramite segnalazione.
Tale comitato, che sembra non essere quindi un organo fantasma (lo spero vivamente), mi avvisa così:
Gentile Roberta Zappalà, Le confermiamo di aver ricevuto e preso in carico la
Sua segnalazione.
Nel ringraziarla per la preziosa collaborazione
assicuriamo dovuta presa in considerazione di quanto
segnalato.
Cordialmente, lo Staff del Comitato Media e Minori Non possiamo che sperare in bene.
A ciò si aggiunge la grande penna di Loredana Lipperini, che molto gentilmente parla della petizione nel suo blog, e Il Fatto Quotidiano che ha trattato la vicenda richiedendo una intervista.
Non posso mancare neanche una settimana che, riaccendendo la tv, mi ritrovo il nuovo palinsesto post-vacanze di Real Time che presenta l'ennesimo programma di "moda", con la solita presentatrice, questa volta rivolto alle teenagers e alle bambine: Guardaroba perfetto Kids&Teens.
Ovviamente si parla di ragazzE, di figliE, sempre e solo di quel genere femminile che fonda la sua vita nello scegliere vestiti, trucchi e accessori per raggiungere la bellezza perfetta agli occhi altrui.
Real Time ci ha sempre abituato a programmi "prettamente femminili" di moda, cucina e matrimonio.
Che disfatta sapere che il direttore è una donna, Laura Carafoli.
Come riportato anche su Wikipedia, il suo palinsesto è dedicato principalmente alle donne, le
quali costituiscono il 70% del pubblico della rete, con un'età compresa
tra i 25 e i 54 anni.
Questo programma, improntato già su quello opinabile della stagione passata rivolto a persone adulte, sembra davvero impensabile per delle bambine, a cui è incitata la partecipazione ai casting sul relativo sito.
Avevo già trattato dello strano binomio tv-minori nel post relativo al programma americano Little Miss America, sottolineando come quest'ultimo fosse totalmente contrario principi della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia, che però non è stata sottoscritta dagli USA, a differenza dell'Italia.
L'Italia quindi ha assunto degli obblighi nei confronti della Convenzione del 1989, ratificata ed eseguita dal 1991, che dispone all'art 17: "Gli Stati parti riconoscono l'importanza della funzione esercitata dai mass media [...] A tal fine, gli Stati parti: a) Incoraggiano i mass media a divulgare informazioni e materiali che hanno una utilità
sociale e culturale per il fanciullo."
Importanti inoltre le disposizioni agli art. 31.1. ("Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a
dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare
liberamente alla vita culturale ed artistica.") e art. 32.1. ("Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo
sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia
suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al
suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale").
Esiste anche un codice di autoregolamentazione Tv-minori, tutto di creazione italiana, come una delle tante "costruzioni disabitate" che non ricevono effettiva applicazione dalle autorità competenti. Un esempio di disposizione è quellache, al punto 3.3 sui programmi destinati ai minori, richiede che soddisfino le principali necessità dei minori come la capacità di realizzare esperienze reali e proprie o di aumentare la propria autonomia, nonchè a proporre valori positivi umani e civili ed il rispetto della dignità della persona.
L'utilità sociale e culturale descritta dalla Convenzione mi è dubbia se da ricercare in un programma che costringe persino le bambine e le adolescenti a seguire la moda, costrette a schemi preformati e imposti da una società che troppo presto così le omologherebbe in un momento di prematura personalità e coscienza individuale e sociale. Sarebbe veramente facile agire su menti così suggestionabili e influenzabili come quelle dei minori e per tal motivo è stata istituita la Convenzione di cui sopra, ma anche le due direttive comunitarie, la 84/450 sulla pubblicità ingannevole e la 89/552 (Direttiva Tv senza frontiere), volte a disciplinare il vasto campo delle telecomunicazioni e delle pubblicità, anche affrontando il problema dell'impatto sui minori d'età.
L'abuso della credulità e della mancanta esperienza di quest'ultimi è un mix perfetto a vantaggio di quelle pubblicità che sfruttano la chiave emozionale per convincere non solo i bambini ma anche i loro genitori.
In tal caso non si parla di semplice pubblicità di qualche minuto, ma addirittura di un programma di lunga durata che mette delle bambine, le loro stanze, i loro vestiti, le loro mamme, sotto i fari di uno studio televisivo e sotto l'occhio vigile di una matrona che col dito puntato ti ordina come sia più appropriato vestirsi e per quali occasioni.
Insomma, libertà e creatività infantile alla gogna.
Già immagino le parole amorevoli della Carla che parla di tricot e patchwork e della differenza tra blu denim e blu cobalto a bambine di 10 anni.
Carla, ma come ti permetti?!
D'altronde questo canale televisivo, che ha acquisito quest'anno anche il programma culinario di Benedetta Parodi (snobbata, a detta sua, da La7, "rete troppo maschile"), pare sia volto ad affermare un prototipo di donna che già da tempi antichi era stato disdegnato da autrici come Virginia Woolf o Mary Wollstonecraft.
Quest'ultima, nel suo libro "Sui diritti delle donne", non usa mezzi termini: "Le considerazioni di
Rousseau, secondo cui le donne sono naturalmente interessate a bambole,
vestiti e conversazioni, del tutto indipendentemente dall'educazione,
sono talmente puerili da non meritare neppure di essere seriamente
confutate".
Le sue teorie, che apparivano nel XVIII secolo rivoluzionarie, riflettono una piaga moderna della nostra società che continua ancora a dipingere la donna con i
tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping
compulsivo. Molte
donne, purtroppo, non si rendono conto di essere schiave, sin
dall'infanzia, di questa "educazione", che mira ad una
prematura e fittizia distinzione dei generi.
Paradossalmente, tali donne sono state più "fortunate", poichè la strada che si prospetta, tra bambine e adolescenti derise e riprese in tv per il loro abbigliamento e poi messe in passerella dopo aver acquisito il giusto look, ti fa pensare che al peggio non c'è mai fine.
Per tal motivo, ho deciso di scrivere una lettera alla Direttrice di Real Time, Laura Carafoli, per chiedere il blocco della messa in onda del programma, perchè contrario ad ogni principio (comunitario e non) volto a tutelare i minori nella loro formazione, informazione, crescita e libertà.
Se volete, potete contribuire firmando la petizione qui.
Grazie.
Art. 31 Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al
tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed
artistica.
Art. 32 Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere
protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a
repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale. - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2012/03/little-miss-america-ciglia-finte.html#sthash.zuVoeOea.dpuf
Art. 31 Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al
tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed
artistica.
Art. 32 Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere
protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a
repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
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tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie
della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed
artistica.
Art. 32 Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere
protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad
alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a
repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo
sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale. - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2012/03/little-miss-america-ciglia-finte.html#sthash.zuVoeOea.dpuf