mercoledì 25 settembre 2013

Le segnalazioni esistono, ma il Comitato Media e Minori manca per assenza di membri

La petizione contro il programma Guardaroba Perfetto kids&teens conta più di 26 mila firme.
Purtroppo, però, quello che sembrava essere un organo istituzionale rinato, si riconferma un organo fantasma.

Il Comitato Media e Minori, appartenente al Ministero dello Sviluppo Economico, seppur riattivato tramite l'iniziativa di Catricalà, sembra non avere possibilità di esistere e funzionare. Infatti, nonostante sia stato "re-inaugurato" a luglio del 2013, resta ancora fermo, probabilmente per mancanza di membri al suo interno.
In merito a tale questione, riporto un articolo di Editoria.tv:

A due mesi dalla ricostituzione del Comitato Media e Minori del Ministero dello Sviluppo Economico, voluta dal Vice Ministro Antonio Catricalà, la situazione ancora non si sblocca ed i mesi di “stallo” diventano ormai oltre venti. Nonostante, infatti, l ’insediamento ufficiale del Comitato fosse previsto nella prima quindicina di settembre, ancora nessun segnale arriva dal Ministero. Evidentemente ci sono problemi legati alla nomina dei membri supplenti che sono assolutamente necessari per colmare eventuali vuoti determinati dalle assenze dei membri titolari. Già alla prima riunione informale, infatti, mancavano due membri in rappresentanza delle istituzioni, il magistrato Giovanni Rossi e la sen. Anna Serafini. Una dimostrazione delle difficoltà a reperire i membri supplenti è la recente polemica presa di posizione di Antonio Diomede, Presidente della REA, associazione che riunisce alcune tv e radio locali, che ha declinato l’invito del Vice Ministro Catricalà, dichiarando di “lasciare ad altre rappresentanze più meritevoli l’esclusivo compito di difesa non dei diritti dei minori ma dei programmi spazzatura diffusi da alcune reti locali e nazionali private e dalla RAI per minimizzarne la portata diseducativa e di permanente violenza anche nelle fasce protette”. Di converso, è forte l’attesa tra gli addetti ai lavori per l’insediamento del Comitato, che tra i primi problemi da affrontare avrà quello delle numerose segnalazioni pervenute nel corso della lunghissima “vacatio”. Il Regolamento interno, infatti, parla di esame “entro 90 giorni dal ricevimento”, norma che potrebbe essere correttamente interpretata nel senso di “entro 90 giorni dall’insediamento”. Ma non mancano altre urgenti richieste di intervento, quale ad esempio quella dei promotori di una petizione che ha raccolto oltre 26.000 firme, mirata a bloccare la messa in onda della trasmissione dell’emittente Real Time “Guardaroba perfetto”, che vorrebbe insegnare ai bambini come vestirsi in ogni occasione e, per questo, considerata anacronistica e diseducativa. Imperversa, inoltre, la polemica sulla trasmissione programmata da Rai1 “Mission”, una sorta di reality con la presenza di pseudo Vip nei campi profughi africani, luoghi di profonda sofferenza in scenari spesso contraddistinti da guerre e persecuzioni. Al riguardo, mentre il Presidente ed alcuni membri della Commissione di Vigilanza hanno chiesto di poter visionare il “numero zero” del programma, la Rai ed altri membri della stessa Commissione si oppongono decisamente alla richiesta. Una possibile mediazione potrebbe essere quella di affidare la visione del materiale già registrato agli esperti del Comitato Media e Minori, che potrebbe esprimere un parere non vincolante sull’opportunità di mandare in onda la trasmissione. La speranza di tutti è che la situazione si sblocchi al più presto, ma forse ha ragione il Garante per l’Infanzia, Vincenzo Spadafora, che nei giorni scorsi ha parlato di “disattenzione bipartisan alla garanzia di operatività dei soggetti che, istituzionalmente, devono occuparsi di rendere esigibili i diritti dei bambini e degli adolescenti.”

mercoledì 18 settembre 2013

Discovery, terzo operatore televisivo: ma a che prezzo? L'opinione del Dott. Remigio del Grosso

Riporto con piacere le parole del Dottor Remigio del Grosso, esperto di comunicazioni elettroniche impegnato nella difesa dei diritti dei consumatori e dei minori, nonchè membro del Comitato Media e Minori, organo del Ministero dello Sviluppo Economico in attesa di insediamento, dopo la rinascita del luglio 2013.

 
Discovery 3° operatore televisivo. Ma a che prezzo?
In occasione della presentazione dell’XI Rapporto “La Svolta Digitale” redatto dal prof. Augusto Preta per ITMedia Consulting, il Direttore Generale di Discovery, Andrea Castellari, ha trionfalmente affermato che i sei canali del network  hanno superato, in    termini    di    audience    share    complessiva, quelli di Cairo. Certamente si tratta di un grande risultato per il Gruppo che, pur presente in Italia dal 1997, ha effettuato un deciso salto in avanti con l’acquisizione di Switchover Media nel gennaio di quest’anno. E l’ultimo colpo lo ha piazzato proprio di recente, assicurandosi i diritti per la trasmissione in chiaro del prestigioso Torneo di Rugby del Sei Nazioni, in passato prerogativa di Sky.
Ma non sono tutte rose e fiori i commenti che si moltiplicano in questo periodo in rete e sulla carta stampata nei confronti di alcuni canali di Discovery, a causa della spregiudicatezza (a dir poco) delle trasmissioni che vengono quotidianamente mandate in onda.
Una petizione promossa da una blogger catanese, Roberta Zappalà, ha raccolto finora più di 26.000 firme, allo scopo di ottenere la sospensione del programma di Real Time “Guardaroba perfetto”,  che vorrebbe insegnare alle bambine come vestirsi in ogni occasione e per questo considerato anacronistico e diseducativo.
Ma anche peggiori sono le reazioni ad alcuni programmi mandati in onda sia da Real Time che dall’altro canale D-Max, dove accanto a trasmissioni che raccontano le “ossessioni” di essere umani all’apparenza normali (tipo una tizia che dorme da vent’anni con un phon acceso nel suo letto), ve ne sono altri che discettano sui “1000 modi per morire” o su chi è costretto ad operarsi da solo nelle condizioni più assurde. Come si vede si tratta di programmi, quasi sempre di provenienza americana, che cercano di catturare l’audience a tutti i costi, spingendosi un po’ troppo oltre il confine del buon gusto. Se questo è il prezzo per salire gli scalini dello share, non credo che le emittenti concorrenti lo vogliano, a buon ragione, pagare. Ed i telespettatori, svanita la prima morbosa curiosità, certamente presto si allontaneranno.
 

martedì 17 settembre 2013

#GuardarobaPerfetto: ecco cosa pensano i teenagers di Twitter. E Real Time fa finta di nulla

A più di 2 settimane di distanza dalla petizione e dopo le quasi 26 mila firme, è opportuno fare un resoconto della situazione.

Dopo l'intervista a Il Fatto Quotidiano e le gentili richieste avute anche da emittenti radiofoniche, non si è avuta nessuna notizia da parte della Vice Presidente di Discovery Italia, Laura Carafoli, che si è espressa solo con Il Fatto, sottolineando come fosse inadeguato criticare un programma non ancora andato in onda.

Armata di pazienza - molta pazienza- ho deciso di seguire la prima puntata del programma, svoltasi il 9 settembre su Real Time e che ha registrato un insuccesso tra i commenti dei più giovani.



La reazione dei diretti destinatari del programma, giovani teenagers, non è tardata a farsi sentire...e vedere.
Su Twitter l'hashtag #guardarobaperfetto riempie le pagine di commenti non carini sul programma, sulla conduttrice e, purtroppo, quasi inevitabilmente, anche sulla minore di turno, sottoposta al restyling di Carla Gozzi.

Saranno rimaste contente le mamme, comprese le mamme blogger, che hanno sostenuto o addirittura partecipato con le figlie al programma?

Di sicuro è contento il canale di Real Time che, snobbando questi feedback, va avanti col programma facendo finta di nulla.
 

Che il risultato sia un #epicfail questo è evidente, che sia visto e seguito lo stesso è altra storia.

Anche programmi come Uomini e Donne o Il Grande Fratello sono super-criticati, ma contano purtroppo alti share.
Della serie, nel bene o nel male, purchè se ne parli.

Obiettivo raggiunto, direi.
Ma aggiungerei, inoltre, che, a questo punto, la Vice Presidente, Laura Carafoli, non sia riuscita nell'intento più meritevole, vale a dire distinguersi da quella "tv popolare" che tanto disdegnava nell'intervista.


Per chi si trovasse in linea con l'articolo e volesse sostenere la causa, ricordo che può firmare la petizione cliccando qui.

lunedì 9 settembre 2013

Guardaroba Perfetto Kids&Teens post-puntata: come volevasi dimostrare

Ricordo ancora la prima eccezione della Vice Presidente di Discovery Italy, Laura Carafoli, alla mia petizione lanciata qualche settimana fa e che conta attualmente 25 mila firme (se volete firmate qui ):
"Mi chiedo come si possa criticare un programma senza averlo ancora visto."
Visto che il programma è andato in onda per la prima volta questo pomeriggio alle 14.30, possiamo dire "finalmente" di averlo visto, per 30 minuti - per quanto mi riguarda - abbondanti e difficili da sostenere.
Il programma difeso dalla Vice, che è anche Content Manager e che quindi è fautrice e responsabile del contenuto dei programmi di Real Time, si è rivelato per ciò che era, anche perchè il promo, come già evidenziato, era molto chiaro e non lasciava presagire altro.


Per chi se lo fosse perso, ecco una mini descrizione della prima puntata.
Il format è uguale a quello già visto nella versione adulta: la stylist, Carla Gozzi, armata di sarta, si introduce a casa per esplorare l'armadio della bambina/teenager e creare "outfit giusti per tutte le occasioni". In seguito alla formazione di ogni outfit, viene fatta una piccola "sfilata" per far vedere il risultato alla mamma.

L'atteggiamento di Carla Gozzi, seppur candido e sereno, non risparmia frasi e consigli che, quando non sono sessisti , dall'inutilità sfiorano quasi il ridicolo ("al cinema spegni il cellulare"; "in classe raccogli i capelli con un elastico").

La ragazzina, di fronte a magliettine smanicate, viene vestita dalla Gozzi a strati (alla omino Michelin) con maglie sovrapposte per evitare di lasciare pelle scoperta in determinate zone. Sembra vedere l'illustrazione del manuale della brava ragazzina, la quale deve assolutamente evitare ciò che è "too much", quasi a scongiurare l'attenzione di qualche malintenzionato.
"Ma ce la metti tutta ad uscire con il pancino scoperto. Aspetta che ti chiudo la camicia."
"Bisogna sapersi comportare nella società, non si parla all'orecchio!"

"Nooo Matilde! Questo abito è troppo da adulta"
Della visione sociale della funzionalità del programma in tal senso, con vestiti antipedofilia e antistupro, ne avevo già parlato in un altro post.

Degno di nota, in questa puntata, è inoltre la ricerca dello stile giusto per andare al cinema a vedere un film horror "coi maschietti", unico momento in cui la stylist propone un vestitino nero a gonna con collant, immaginando la ragazza spaventata con le ginocchia sulla sedia (questo si che è bonton!).




La scelta dei vestiti viene fatta rigorosamente nella cameretta della ragazzina, senza la presenza della madre, la quale resta in disparte e ha il solo scopo di approvare gli outfit mostrati con una sfilata. Ciò è contrario rispetto a quanto garantito dalla Carafoli: "Accanto alle ragazzine ci saranno sempre le madri."
Parentesi: la mamma che, alla sua età, dice "Ora si che può andare a SCUOLA CON STILE" è la scena più ridicola e frustrante di tutte. Pensasse a farla studiare.


Ad ogni modo, resta sempre aperta la problematica, delineata nel dettaglio precedentemente, relativa alla totale assenza di intento educativo, utilità sociale e culturale, rispondenza alle "principali necessità del minore", incentivo alla indipendenza e autostima dello stesso.


Molte obiezioni alla petizione, compresa quella della Vice Presidente, vertevano sul fatto che il programma non raffigura il minore intento all'acquisto di altri prodotti, ma lo educa al riutilizzo di ciò che ha nell'armadio ("non insegnerà loro a diventare delle fashioniste consumiste ma a vestirsi al meglio usando i capi che hanno già nel loro guardaroba").
Devo però ricordare che io non ho mai detto che il programma incita i minori allo shopping, riferendomi invece alla nostra società e, semmai, al canale in toto di Real Time.
nostra società che continua ancora a dipingere la donna con i tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping compulsivo - See more at: http://ladonnaobsoleta.blogspot.it/2013/08/real-time-guardaroba-perfetto-kids.html#sthash.GT6HlguT.dpuf
(...nostra società che continua a dipingere la donna con i tratti della perfetta donnina di casa, di una maniaca dello shopping compulsivo)
Secondariamente, il fatto che venga ripresa una ragazza intenta al riutilizzo si, ma di specifici capi però, non esclude che il minore-spettatore, mente influenzabile facilmente ricordiamolo, decida di volere e quindi comprare quel capo che magari non ha nel suo guardaroba-non-perfetto.
Insomma, Laura Carafoli non si era già difesa bene precedentemente, ma non poteva di certo trovare difesa migliore con la messa in onda di un programma che già dal promo non presagiva nulla di buono e che, a fortiori, si è rilevato un fallimento.






venerdì 30 agosto 2013

Petizione Guardaroba Perfetto Kids&Teens: ecco perchè le dichiarazioni della Vice Presidente Laura Carafoli non convincono



Ieri pomeriggio è stato pubblicato l'articolo sulla petizione da Il Fatto Quotidiano, comprensivo di risposte da parte della Vice Presidente dei canali di Discovery Italy, Laura Carafoli.

Ecco alcuni motivi per cui le risposte di Carafoli non convincono:

1- "Mi chiedo come si possa criticare un programma senza averlo ancora visto."

La visione effettiva del programma rispetto al video di presentazione non crea alcuna differenza nel momento in cui già il singolo promo di pochi secondi non esprime e non rappresenta un programma adeguato per minori, così come prescritto dalla legge e dal buon senso. A fortiori, il programma per intero sarà ulteriormente inappropriato. Ciò è reso palese sia dalle parole della presentatrice, sia dalla voce narrante, sia dai frames che anticipano il programma, e sia soprattutto dalla descrizione sul sito di Real Time: "... Un modo divertente e colorato per insegnare i primi segreti di stile a queste fashion-victim in erba."

2-  La Vice assicura però : "Accanto alle ragazzine ci saranno sempre le madri e Carla Gozzi, che da anni è molto attenta al rapporto tra bambine e moda, non insegnerà loro a diventare delle fashioniste consumiste ma a vestirsi al meglio."

Allora credo sia urgente un cambio della presentazione del programma, visto che si parla di PRIMI segreti e di FASHION-VICTIM IN ERBA. Tutto lascia presagire un percorso di formazione per una futura FASHIONISTA (un termine, permettetemi, che tollero con difficoltà e credo ci siano neologismi più appropriati da insegnare ai bambini).
Non trovo inoltre la presenza delle madri come un plus confortante. A mio parere, come ho già sottolineato, l'educazione in famiglia e l'istruzione sono gli unici filtri capaci di insegnare maggiore discernimento ai minori; una mamma che coinvolge una figlia in un programma tv, che la mette sotto i riflettori sia dal punto di vista tecnico (luci, trucco, telecamere, estranei), sia dal punto di vista emotivo (esame del modo di vestirsi o scegliere abbinamenti o altro che non voglio immaginare), credo debba focalizzarsi sulla capacità di dialogo con la propria figlia.

3- Carafoli spiega i motivi della scelta di avere come riferimento le teenager. “Ci rivolgiamo alle ragazzine perché l’85 per cento del pubblico di di Real Time è costituito da donne e i programmi pomeridiani – questo andrà in onda alle 14.30 – sono modellati su quelle che possono considerarsi passioni più femminili e che vanno dalla cucina alla moda"

Sempre la descrizione sul sito continua: "Le protagoniste dei primi 15 episodi della serie infatti, sono ragazze dai 6 ai 15 anni ". Direi quindi che non si tratta solo di teenagers, ma di bambine.
Inoltre spero che bambine e teenagers sviluppino altre passioni e siano meno tipiche di quanto si possa pensare e di quanto la televisione possa catalogare a target di un loro canale.


4- "Queste trasmissioni, considerando anche la fascia oraria, sono molto più educative ed edificanti di quelle presenti su altre reti che invece sono dedicate al gossip, alle tragedie o a schermaglie tra concorrenti."

Credo che questa sia la frase in cui la Vice Presidente si difende meno: considerare un programma buono o accettabile perchè c'è di peggio credo sia una delle mosse più sbagliate.
Ci si paragona sempre al peggio per star tranquilli con sé stessi.

Inoltre ci tengo a precisare, in risposta alla Vice Presidente Carafoli che questo programma, a differenza degli altri, è ESPRESSAMENTE DIRETTO ai minori, e per programmi del genere esiste una regolamentazione ad hoc, di cui dovrebbe prendere visione.
 Non si comprenderebbe il motivo per cui i legislatori hanno creato, in Italia e in UE, Costituzione, codici di autoregolamentazione, comitati, convenzioni, direttive, a tutela dei minori considerati "soggetti deboli e privi di mezzi", per cui continuamente da proteggere e su cui porre un trattamento diversificato.


Sottovalutare il problema del rapporto tra media e minori è davvero pericoloso.  Magari fra qualche giorno questa petizione verrà dimenticata, ma è importante capire che i minori, la loro formazione ed educazione riguarda noi, il nostro futuro, la nostra cultura e anche la nostra politica.
Nella maggior parte dei commenti negativi (fortunatamente non erano solo negativi, ma alcuni sono stati molto più creativi del tipico "esiste il telecomando") ho letto che esistono petizioni più importanti, che il problema è Berlusconi, che non c'è lavoro, salvo poi inebetirsi di certi scandali, lamentarsi dell'ignoranza che serpeggia, dell'incomprensibilità di certe scelte politiche o dell'assurdità di certi voti.
Come se i bambini, i teenagers, non siano il futuro di un Paese.
D'altra parte cosa puoi aspettarti da una Italia che non considera i giovani una risorsa, riducendola alla fascia debole del nuovo millennio?
Chissà, magari con qualche consiglio per un guardaroba perfetto, avremo l'outfit giusto per una immediata fuga di cervelli!

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